Operazione endoscopica alle vene
La rimozione endoscopica delle lunghe vene safene
Questo nuovissimo procedimento deriva dalla chirurgia cardiovascolare, ove esso serve per la rimozione particolarmente delicata della lunga vena safena superficiale anteriore (Vena saphena magna) per il suo utilizzo come organo trapiantato di bypass.
Siccome il metodo è particolarmente delicato e consente la rigenerazione particolarmente veloce dopo l’operazione, l’abbiamo assunto con successo tra le nostre tecniche e riscontriamo con ciò ottimi risultati.
Il trattamento
- Mediante una piccola incisione sul lato interno della coscia, poco sopra il ginocchio, viene introdotto sotto la cute uno speciale endoscopio (cioè una videocamera) e la vena safena malata viene liberata accuratamente e delicatamente da tutti i lati dal tessuto connettivo circostante. In particolare vengono chiuse e tagliate accuratamente tutte le diramazioni laterali della vena per mezzo di impulsi elettrici.
- Questo è il vantaggio veramente decisivo rispetto perfino al più attento dei procedimenti di stripping: qui le diramazioni laterali vengono sempre strappate, provocando quindi una (notevole) emorragia interna nella coscia. Dopo il distacco della vena (eventualmente viene eseguita anche un’altra piccola incisione all’inguine) l’intero vaso può venire estratto dalla gamba senza esercitare alcuna violenza.
Vantaggi del trattamento
- Questa operazione (tecnicamente molto costosa, ma appunto estremamente delicata) ha l’enorme vantaggio del distacco delicato della vena safena dal tessuto circostante con contemporaneo taglio delle vene laterali senza emorragia.
- Proprio le emorragie nella coscia, che si verificano inevitabilmente con ogni forma di stripping, nuocciono enormemente al paziente dopo l’operazione e rendono fondamentalmente necessaria una terapia di compressione fino alla coscia con lunghe calze per un periodo da 6 fino a 12 settimane.
- Grazie al trattamento estremamente delicato del tessuto noi consigliamo una terapia di compressione solo di tre giorni e i nostri pazienti riprendono praticamente subito il lavoro e le loro attività sportive.
Il metodo non deve assolutamente venire confuso con l’operazione endoscopica delle “vene perforanti” (denominata anche ESPD, dissezione endoscopica subfasciale di vene perforanti), oggi ritenuta superata! Questo procedimento viene attualmente impiegato ancora solo raramente da pochi medici in casi particolari di gambe aperte, ma viene sempre più sostituito da altri modi di procedere.
Siccome il trattamento impone elevati requisiti di equipaggiamento tecnico della clinica e di esperienza operatoria endoscopica del chirurgo, esso non viene praticamente offerto al di fuori della chirurgia cardiovascolare.
Noi vediamo qui però un fantastico completamento di altri metodi delicati da noi praticati (come per es. la terapia a radiofrequenza, il trattamento laser delle teleangectasie e il trattamento con catetere di riscaldamento con vapore caldo).
Proprio per i pazienti nei quali per diversi motivi il trattamento con il catetere a radiofrequenza non può venire eseguito, l’operazione endoscopica delle vene è un’eccellente alternativa all’altrimenti necessario stripping convenzionale.










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