• Deutsch
  • English
  • Italiano
  • Pусский
  • Facebook
  • Twitter
Individual and optimal vein treatment Find us at London Bridge Plastic Surgery Participate in any sport the next day Beautiful legs are healthy legs
Individual and optimal vein treatment1 Find us at London Bridge Plastic Surgery2 Participate in any sport the next day3 Beautiful legs are healthy legs4

Intervento sulla valvola venosa della grande vena safena

 

Dalla fine degli anni ’80 esiste un procedimento operatorio nel quale può venire riparato lo sbocco della grande vena safena (Vena saphena magna).

Nel punto in cui la grande vena safena superficiale (= vena safena anteriore, lunga, superficiale) sbocca nella vena profonda (Vena femoralis, vena femorale) si trova una valvola di sbocco, che assume particolare importanza al verificarsi di una varicosi: di solito inizia qui – a causa di un difetto di tenuta di questa valvola - il riflusso del sangue verso il basso nella grande vena safena.

La conseguenza di questo è un’estensione patologica del relativamente sottile vaso, causata dall’inconsueta massa di sangue, e ciò causa automaticamente l’inefficienza di altre valvole nel vaso ormai troppo largo. La malattia e l’estensione del vaso proseguono così sempre più verso il basso.

Dato che ovviamente si cerca di conservare ogni vaso e siccome inoltre la grande vena safena costituisce un ideale organo di trapianto nella chirurgia cardiovascolare, si vuole possibilmente risparmiare questa vena. In casi in cui l’allargamento della vena safena non è ancora estremo e non sono presenti ancora grosse varici, specialmente quando la malattia e l’estensione della vena sono limitate ancora agli ultimi centimetri (superiori) della grande vena safena, è utilizzabile un procedimento operatorio che spesso costituisce un rimedio.

 

  • Viene collocata una cuffia in Dacron® attorno al punto di sbocco della Vena saphena magna, in modo da restringerla a una larghezza normale.
  • Mediante un’incisione all’inguine, effettuata in anestesia totale o eventualmente anche in anestesia locale, viene cercato l’incrocio delle vene (“cross”), lo sbocco viene scoperto e poi viene stretta attorno la cuffia in Dacron®.

Il procedimento viene chiamato “procedimento Jessup” (secondo il suo primo descrittore) o anche, nel linguaggio medico, “valvuloplastica extravascolare”.

Non ci sono approfonditi studi scientifici sui risultati a lungo termine e le ricerche finora effettuate evidenziano percentuali di successo molto diverse: in molti casi il vaso operato si è ripreso e il diametro (misurato con gli ultrasuoni) è tornato a valori completamente normali.

In altri casi l’operazione non ha avuto effetti positivi sostanziali ed è stato successivamente necessario rimuovere la Vena saphena magna.

L’intervento è relativamente piccolo e non presenta nessun tipico rischio sproporzionato. Tuttavia esso implica l’introduzione di materiale estraneo (in quantità relativamente limitata) e può causare cicatrizzazioni nell’area dell’incrocio delle vene (“cross”), che potrebbero rendere difficoltoso un successivo intervento aperto (per es. la “crossectomia” aperta). Il procedimento con catetere a radiofrequenza rimane invece scevro da queste problematiche (in esso non viene effettuata l’incisione alla cross) e può venire normalmente eseguito.

In casi adeguati offriamo il procedimento in forma ambulatoriale e con ricovero ospedaliero.