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Varici

 

VCosa sono e come si formano le vene varicose (nel linguaggio medico varici)?

Come vene varicose o varici si designano vene dilatate, per lo più delle gambe. Le vene, cioè i vasi sanguigni che trasportano il sangue indietro al cuore, hanno pareti notevolmente più sottili delle arterie, che conducono il sangue nella periferia. Una congenita debolezza di parete delle vene, che per lo più è connessa con una leggera debolezza generale del tessuto connettivo, provoca il veloce affaticamento delle sottili pareti delle vene.

Ciò viene favorito da diversi fattori come

  • sovrappeso,
  • attività svolta in piedi o seduti,
  • scarsa attività corporea,

ma può anche presentarsi senza questi fattori, per esempio in sportivi snelli, sebbene non tanto frequentemente.

Le varici sono pericolose dal punto di vista medico?

In queste vene malate dilatate si insacca sangue nella periferia provocando, per insufficiente scambio tra sangue povero di ossigeno e sangue fresco, accumulo di scorie, acidi e carenza di ossigeno.

Ciò può provocare il minore nutrimento di cute e ipoderma e quindi le “gambe aperte” (“ulcera varicosa”, “Ulcus” o “Ulcus cruris”). Inoltre nelle colonne sanguigne verticali delle varici possono facilmente formarsi coaguli, i cosiddetti “trombi”. Se un vaso viene occluso da un trombo, si ha una trombosi.

Se un trombo si stacca e raggiunge attraverso il circolo sanguigno il polmone (che si trova sul suo percorso naturale), esso provoca l’occlusione dei vasi polmonari: un processo che viene chiamato embolia polmonare e che costituisce una complicanza molto grave, spesso mortale.

Le vene superficiali occluse da un trombo possono anche infiammarsi (infiammazione delle vene superficiale o “tromboflebite”) e perfino suppurare: germi piogeni possono così raggiungere il circolo sanguigno e configurare i quadri clinici gravissimi di una “setticemia” o di una “sepsi”.

Il trattamento delle varici

Le vene varicose (varici) vengono trattate diversamente secondo lo stadio e la forma della malattia.

Noi assegniamo grande importanza alla terapia “adatta allo stadio” e individualizzata, cioè rifiutiamo la rimozione a forfait, sempre uguale degli interi fasci di vene quando solo sezioni più piccole di esse sono malate. In questo modo viene garantita la rimozione delle sole vene malate e le sezioni sane restano ancora a disposizione per eventuali operazioni di bypass.

Perciò elenchiamo qui per il vostro orientamento i diversi quadri di stato e le loro rispettive opzioni terapeutiche.

Diagnostica

Già un semplice esame orientativo con palpazione e ultrasuoni ci è sufficiente per emettere un giudizio abbastanza preciso riguardo alla terapia necessaria. Prima di una importante operazione i nostri pazienti vengono però sempre analizzati con grande esattezza mediante una “sonografia Duplex”: il medico specialista può così accertare molto precisamente quali vene sono malate e in che modo esse lo sono e può combinare assieme al paziente la terapia individuale perfettamente adatta allo scopo, con le migliori prospettive di successo da una parte e con il minore sforzo del paziente dall’altra.

La “flebografia”, un esame radiografico eseguito dopo avere iniettato nelle vene un mezzo di contrasto, non viene oggi praticamente più eseguita. Il procedimento successivo dipende dall’esito dell’esame angiologico.


Tecniche operatorie



"Qui si Vede una gamba un giorno dopo uno "Strippen" convenzionale e dopo la rimozione con " uncinetti " di diramazioni laterali: il visibile ematoma è ancora relativamente per il piccolo procedimento adottato".
  • “Stripping”: è il più vecchio procedimento per la cura della malattia delle vene safene e risale all’anno 1907. In esso i fasci di vene vengono attraversati con un grosso filo metallico e poi tirati fuori dalla gamba esercitando notevole forza. Vengono strappate le diramazioni laterali, il tessuto connettivo circostante e i vasi linfatici e si formano estesi ematomi. Dopo l’operazione devono perciò venire indossate calze a forte compressione per almeno 6 settimane. I pazienti restano inabili al lavoro di solito per 2-3 settimane. Questo procedimento è il più diffuso e viene solitamente eseguito in anestesia totale. Rimozione locale di varici senza le vene safene: queste vene vengono estratte per incisione oppure, presso di noi, con una minuscola puntura in anestesia locale (vedere anche sopra).
"Strumento di operazione convenzionale , filo metallico pro Strippen ( arrotolato ) con la testa massiccia che viene tirata attraverso La Gamba el\'impugnatura con la quale il chirurgo estrae la Vena in cui è il filo infilato".
  • “Procedimento CHIVA”: si tratta ugualmente di uno dei più vecchi metodi (inventato in Francia), nel quale si persegue il fine di conservare possibilmente i fasci di vene, interrompendo solo le vene affluenti malate. L’idea di fondo degli inventori era quella che i fasci di vene poi si ristabilirebbero. Purtroppo questa idea non trova di solito alcun riscontro nella prassi e il procedimento richiede molto spesso operazioni successive; la valutazione scientifica neutrale lo giudica così negativamente che oggi non è ritenuto più consigliabile dalle società specialistiche di chirurgia. Il metodo implica inoltre a sua volta innumerevoli incisioni (e cicatrici) e costringe a indossare calze a compressione per lungo tempo.
  • “Sclerotizzazione con laser delle pareti interne dei vasi”: il fascio di vene viene sclerotizzato (in anestesia locale come sopra) per mezzo di una sonda laser, che viene introdotta all’interno della vena safena malata analogamente a quanto avviene nello stripping. Le diramazioni laterali vengono rimosse anche in questo caso mediante incisioni/punture.
  • “Terapia a radiofrequenza”: per mezzo di un catetere, meglio manovrabile e quindi più delicato di una sonda laser, flussi a radiofrequenza (“onde radio”) chiudono i vasi dall’interno generando una temperatura esattamente controllabile. Il metodo è particolarmente sicuro e delicato e può venire applicato in modo eccellente anche in forma ambulatoriale e in anestesia locale, cosicché i pazienti possono condurre di nuovo completamente la loro vita già il giorno dopo. Vedere prego anche “Terapia laser e a radiofrequenza”

 

"Qui il direttore dell\'istituto, Dr. Netzer Tratta una paziente mediante catetere ein radiofrequenza: Egli inietta - sotto controllo Costante ultrasonico - Soluzione salina e un po \' di narcotico a livello locale attorno alla Vena e al catetere. Il procedimento è estremamente delicato , MA richiede un\'enorme esperienza pluriennale pro raggiungere veramente i risultati desiderati".
  • “Rimozione endoscopica delle vene safene”: in questo caso la vena safena malata viene estratta dalla gamba molto dolcemente e delicatamente per mezzo di un endoscopio, senza strappare diramazioni laterali o altri vasi come avviene invece sempre nel classico stripping. In questo modo viene garantita la rimozione della vena malata senza perdita di sangue, il paziente può subito tornare al lavoro e non deve indossare una calza.

" Varici notevoli in un di 48 anni cuoco: questo paziente di nuovo Ära normalmente idoneo al lavoro il giorno dopo il nel nostro trattamento Istituto ".
Noi eseguiamo Ancora solo
  • il procedimento ein radiofrequenza e
  • la rimozione endoscopica delle vene safene

Questi procedimenti si sono tanto dimostrati validi da indurci ein rinunciare completamente al classico procedimento Strippen e al procedimento CHIVA.

Solo Così raggiungiamo le nostre ambiziose finalita:

  • Assenza di cicatrici
  • Immediata idoneità al lavoro
  • Immediata ripresa dell\'attività Sportiva
  • Risultati estetici ottimali
  • Risultati ottimali dal punto di vista medico
  • Possibilità di Non Dover indossare una calza ein Kompressionsfeder oppure di Dover indossarla pro Sohle 24 bis 72 ore
  • Possibilità di intervenire nel modo consueto anche in Piena estate

All'occorrenza combiniamo questi anche con procedimenti

  • trattamento Laser di e teleangectasie
  • sclerotizzazione con schiuma ( microschiuma ) di vene laterali .

Combiniamo di solito immediatamente nella stessa seduta la terapia Laser con la terapia ein radiofrequenza o con il procedimento endoscopico. Consigliamo di Regola il trattamento con microschiuma di diramazioni laterali solo dopo di tre mesi dopo l' attesa operazione: molte diramazioni laterali scompaiono del tutto in modo autonomo entro questo termine. Il Resto può venire sclerotizzato poi in modo molto elegante e delicato ( Che cosa può Avvenire spesso anche nel luogo natio dei nostri pazienti ).